Bonus Scommesse
Siti Scommesse
Quote Maggiorate
Pronostici
Casino
Guide
template_intervista_kevin_calia

ESCLUSIVA, Kevin Calia: "Lo sport da sempre parte di me. Antonelli può vincere il Mondiale di F1. Milan? Scudetto un rimpianto, ma confermerei Allegri. In rossonero vorrei Vlahovic e... Calhanoglu"

Ai microfoni di Oddschecker il content creator marchigiano Kevin Calia: grande appassionato di sport, Kevin è riuscito a trasformare questo profondo interesse in una professione grazie ai social network.

Kevin Calia è il nuovo ospite della rubrica “Social Personality” di Oddschecker. Il content creator, classe 2001, coltiva numerose passioni sportive: ama il calcio e la Formula 1, ma stravede anche per Moto GP e tennis. Con un seguito complessivo di oltre 350.000 follower, Kevin colleziona e condivide esperienze social di ogni tipo, programmando trasferte nei più rinomati stadi internazionali, in quelli di Serie A e anche in quelli di provincia. Tante le interviste registrate insieme ai volti noti del nostro campionato e i “dietro le quinte” che gli hanno spesso consentito di conoscere la persona dietro lo sportivo. In quest’intervista, Kevin racconta il percorso che l’ha portato a diventare un content creator, senza trascurare moltissimi argomenti di attualità sportiva che gli stanno a cuore, tra cui il presente e il futuro del suo Milan, l’era aurea di Jannik Sinner e l’ascesa del giovane Antonelli in Formula 1.


Ciao Kevin, come nasce la tua passione per lo sport e la decisione di tuffarti nel mondo dei social in qualità di content creator?

“Lo sport è sempre stato una parte di me, una passione trasmessami da mio padre. Credo che, inizialmente, un po’ tutti subiscano quest’influenza dai propri genitori. Calcio, Formula 1 e Moto GP sono gli sport che ho iniziato a seguire fin da piccolo insieme a papà. Poi, nel tempo, mi sono appassionato anche al tennis e, anche se in misura minore, ad alcuni eventi di ciclismo, come il Giro d’Italia. Ma la verità è che mi piace lo sport in generale: mi piace il movimento, la passione che c’è dietro, l’idea di fare gruppo. Credo che sia il modo migliore di rapportarsi con le persone e conoscerle più facilmente. Per ciò che riguarda i social, è un po’ banale, ma ho iniziato senza aspettative e per puro caso. Sono una persona molto riservata e mai avrei pensato di espormi sui social. Decisi di provare sotto consiglio di mia sorella, appassionata di Tik Tok. Allora registrai per gioco un video a tema derby di Milano: il contenuto arrivò nel giro di circa mezz’ora a 3000 views, che non sono tante ma che sono considerevoli per un video con pochissimo lavoro dietro. Così, mi sono convinto. Da lì ho iniziato, senza l’idea di farlo diventare la mia professione. Piano piano le cose sono andate migliorando, e ad oggi sono qui, a fare questo tutti i giorni”.

La tua top 3 degli sport che più ami?

“È difficile fare una classifica, ma assegnerei il primo posto al calcio, sport con cui sono cresciuto e a cui sono molto grato per tutte le opportunità che mi ha offerto in questi anni. Al secondo posto metto la Formula 1, che mi piace tantissimo, mentre al terzo posto direi parimerito tra Moto GP e tennis”.

Parlando di Formula 1, l’Italia ‘coccola’ il suo Andrea Kimi Antonelli. Il pilota classe 2006 ha vinto consecutivamente i Gran Premi di Shanghai (la sua prima vittoria in Formula 1, diventando il più giovane vincitore della storia), Giappone e Miami. Il talento bolognese è leader del Mondiale e nell’ultimo Gran Premio ha preceduto sul traguardo le McLaren di Norris e Piastri. Secondo te, bisogna ancora aspettare per dare dei giudizi su Antonelli o ci si può sbilanciare sulle chance di questo ragazzo di vincere il Mondiale e di diventare, bruciando le tappe, un potenziale fenomeno della F1?

“La Formula 1 è uno sport nel quale la macchina fa tanto, oltre al pilota. Sì, sicuramente Antonelli ha le caratteristiche per provare a vincere, ma deve ancora maturare tanto e fare esperienza. È solo al suo secondo anno in Formula 1. Può, per esempio, migliorare nelle partenze (anche se questo riguarda specificatamente la macchina), ma dico di sì, può ambire a vincere il mondiale. Credo tanto nel potenziale dei giovani nello sport, a prescindere dalla loro età. Se un ragazzo è bravo, deve scendere in pista: è chiaro che possa commettere degli errori, ma se non lo metti alla prova non crescerà mai.

Quindi è giusto che Antonelli faccia i suoi errori, ma per me ha tutte le carte in regola, soprattutto con questa macchina, per provare a lottare. Lui non ha nulla da perdere, anzi, ha già vinto. Quello che avrebbe tutto da perdere, per pressione ed esperienza, sarebbe il compagno di squadra Russell. Il favorito? Per quello che si è visto oggi, credo che il favorito sia uno tra Russell e Kimi, che sembra abbiano la macchina migliore. La Mercedes è la favorita in questo momento. Senza tener conto della macchina, dico invece Verstappen, pilota fuori categoria”.

Passiamo al calcio. Sei un grande tifoso del Milan: cosa ne pensi dell’organico e della stagione disputata dai rossoneri di Allegri? Pesa più il rimpianto del tricolore sfumato o l’obiettivo Champions sarebbe da considerarsi ugualmente un buon traguardo?

“Pensando a quella che è stata la scorsa stagione, questo é sicuramente un passo in avanti, a prescindere dal risultato che il Milan otterrá. Tuttavia, la Champions League non può essere un traguardo per un club di questo livello, ma l’obiettivo minimo. Ogni anno l’obiettivo deve essere la vittoria dello scudetto, anche se poi non viene centrato. Scudetto sfumato? Un po’ di rimpianto c’è, soprattutto perché la squadra giocava una volta a settimana, non aveva le coppe e ha perso tanti punti contro le ‘piccole’. Il Milan non é la squadra piú forte di questo campionato, ma forse Allegri poteva provarci. Invece, il Milan é uscito troppo presto dalla corsa al titolo. Diciamo che, in generale, negli ultimi anni i rossoneri hanno accumulato troppi punti di distanza rispetto alle prime, e questo non va bene”.

Credi che, alla fine, almeno l’obiettivo della qualificazione in Champions arriverà per il Milan, dal momento che la bagarre risulta ancora apertissima?

“Mi auguro di sì, perché la mancata qualificazione Champions, soprattutto alla luce dei tanti punti di vantaggio che il Milan aveva sulle concorrenti, sarebbe un grosso fallimento. Condizionerebbe non solo questa stagione, ma anche i prossimi anni”.

Cosa ne pensi di Leão, tema attualmente molto divisivo anche tra i tifosi rossoneri? Se fossi nella società, terresti il portoghese o valuteresti la cessione?

Leão non è il problema del Milan. Ormai viene criticato e fischiato ad ogni match, anche quando la colpa non è solo sua. Il portoghese non è più di questo: potrebbe essere ancora più forte, ma sembra che a lui vada bene questo livello (e io, onestamente, non ci vedo nulla di male). Io lo terrei, perché ad oggi è difficile che una società possa darti tanti soldi per lui: magari tre o quattro anni fa ti avrebbero offerto 100 milioni, mentre oggi potrebbero offrirtene 30. Personalmente, per 30 milioni tengo Leão, perché non saprei con chi sostituirlo con quella cifra. In ogni caso, io avrei preferito cedere Leao piuttosto che Reijnders e Theo Hernandez, ma sempre alle giuste cifre”.

Quali giocatori della Serie A ti hanno convinto in questa stagione e quali di questi porteresti al Milan? Sogni un colpo di mercato in particolare nella prossima sessione estiva?

“Forse qualche stagione fa sognavo anche, ma oggi, vedendo quella che è la proprietà del Milan, è complicato sognare un colpo importante. Restando realisti, mi piacerebbe Vlahovic, un centravanti che al Milan manca e che non è esageratamente fuori dalla porta del club rossonero. Il serbo potrebbe potenzialmente essere acquistato. Oltre a Vlahovic, prenderei un terzino o esterno sinistro (in base al modulo con cui si giocherà il prossimo anno).

Dal mio punto di vista, Estupiñán non è da Milan, Bartesaghi non lo ritengo ancora pronto come titolare. Serve qualcuno che possa sostituire Theo Hernandez, ma non è facile sostituire un giocatore del genere. In Serie A mi piacciono molto anche Yildiz, Lautaro Martinez e Calhanoglu, che con l’Inter è diventato un altro giocatore. Il turco ora fa la differenza: farebbe molto comodo al Milan, io lo riprenderei”.

Sulla panchina rossonera vorresti ritrovare Allegri? Sei più “risultatista” o “giochista”?

“Io sono molto giochista ma, ovviamente, alla fine conta il risultato. Credo, però, che il Milan abbia fatto bene a prendere Allegri, un tecnico che sa vincere, che sa prendersi le responsabilità, un gestore del gruppo. Certo, il suo gioco non è entusiasmante, ma quando conquisti i tre punti il gioco passa quasi in secondo piano. Allegri rappresenta una figura di riferimento che serviva in questo Milan: se un giocatore ha un problema, con chi può confrontarsi? Dove sono le figure dirigenziali del club? Io comunque, almeno per il prossimo anno, Allegri lo terrei. Anche perché, dovesse andar via, chi arriverebbe? Lui almeno riesce a dare determinate garanzie. Dopo la stagione dell’anno scorso, il Milan ha bisogno di ricostruire un ciclo, quello iniziato con Pioli e purtroppo progressivamente smantellato (vedi vicenda Maldini). Serve quindi un tecnico che possa aprire un nuovo ciclo in casa Milan: Allegri é l’allenatore giusto in questo momento, ma non é lui quello con cui ripartire da zero”.

Domanda sul tennis, altro sport che ti appassiona: con l’assenza di Carlos Alcaraz causa infortunio, chi potrebbe impensierire Jannik Sinner? Esiste, attualmente, un tennista capace quantomeno di tenergli testa, oltre allo spagnolo?

“Credo nessuno, a parte Alcaraz. Nel lungo periodo, credo che solo lo spagnolo possa tenere testa a Jannik. Anche Zverev è fortissimo, ma contro questo duo serve qualcosa in più. Ci tengo a dire che mi piace moltissimo anche Berrettini”.

Come è possibile notare sul tuo profilo Instagram, hai collezionato moltissime e differenti esperienze sportive e social: quali ricordi con più emozione?

“Ce ne sono fortunatamente tante. Difficile sceglierne una in particolare. Sicuramente cito la presentazione della quarta maglia del Milan, prima volta in cui ho avuto l’impatto con i calciatori rossoneri, con i miei preferiti. Ero super entusiasta. È stato bellissimo anche giocare nello stadio della Juventus, anche se farlo da calciatore sarebbe stato più bello (ride, ndr). Poi dico il paddock della Moto GP, l’esperienza insieme a voi di Oddschecker all’Old Trafford di Manchester, le diverse interviste realizzate con i giocatori di Serie A... ho fatto davvero tante bellissime cose”.

A proposito delle tue interviste ai giocatori di Serie A, da chi sei stato colpito positivamente?

“Mi è piaciuto tantissimo registrare a Bologna con Saelemaekers: mi ha confermato di essere un bravissimo ragazzo, molto alla mano. Mi hanno stupito tanto Zaccagni e Rovella: super simpatici, non mi aspettavo la grande disponibilità che hanno avuto nei miei confronti. Ho anche intervistato Pastore, in occasione di un evento con le ‘legends’ del Palermo. Non avevo aspettative su di lui, non avendolo troppo vissuto come giocatore, ma l’argentino si è rivelato gentilissimo, pronto a stare al gioco, di un’umiltà incredibile. Certi campioni arrivano a grandi livelli proprio perché, prima di tutto, sono grandi persone”.

Ho notato che hai assistito, in maniera randomica, ad alcuni match di squadre di Serie D. Cosa ti ha lasciato questo contatto diretto con il mondo della categoria dilettanti?

“Prima di arrivare a destinazione mi chiedevo sempre: ‘che cosa mi aspetterà?’. Non avevo grosse certezze, anche perché sceglievo il club da vedere in maniera casuale, scegliendolo tra i commenti lasciati sotto i miei contenuti. Sicuramente tornavo sempre a casa con qualcosa di nuovo, notando quanto le cose possano cambiare da una categoria all’altra e da una zona d’Italia all’altra. La cosa che mi piaceva molto era l’assenza del cosiddetto ‘tifoso occasionale’: in queste realtà più piccole c’è una passione e una dedizione pura, autentica, che spesso non rintraccio in categorie superiori”.

Quali esperienze da inserire nel tuo “CV social” vorresti fare, in futuro?

“Tantissime. Sono contento di quello che ho fatto, ma i sogni che vorrei realizzare sono ancora tanti. Prossimamente andrò a vedere la finale di Coppa Italia, mi piacerebbe tantissimo andare nel paddock della Formula 1, così come giocare a San Siro o partecipare a una cerimonia del Pallone d’Oro. Ho tanti progetti e spero di concretizzarli tutti”.

Bonus Scommesse
Bonus Benvenuto: 100% fino a €500
Bonus Benvenuto: fino a €7000 + 1000 FS
Bonus Benvenuto: fino a 2000€
Bonus Benvenuto: fino a 1025€
Bonus Benvenuto: fino a €1500
Bonus Benvenuto: fino a €5000 + 1000 freespins
Bonus Benvenuto: fino a 3.007€
Bonus Benvenuto: fino a €1000 + 200 FS
Bonus benvenuto: fino a 5010€ (10€ senza deposito) + 200 Fun Flag
Bonus Benvenuto: fino a €100
Bonus benvenuto: fino a 100€ (50€ senza deposito)
Bonus Benvenuto: fino a €210
Bonus Benvenuto: fino a 1350€
Bonus Benvenuto: 50% fino a 100€
Bonus Benvenuto: fino a 3015€ + 30 Free Spins
Bonus Benvenuto: fino a 30€ (freebet)
Bonus Benvenuto: fino a 60€
Bonus Benvenuto: fino a €5.100 (subito €5000)
Bonus Benvenuto: fino a €1250 + 150 FS
Bonus Benvenuto: fino a 1010€
Bonus Benvenuto: fino a €7050
Bonus Benvenuto: €2200
Bonus Benvenuto: fino a €2150
Bonus Benvenuto: fino a €300