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Luca Di Benedetto

ESCLUSIVA, Luca Di Benedetto: “Sogno di aprire un canale che parli di Milan h24. Inter un carro armato, Milan e Roma per un posto Champions. Stupito da Fabregas e Chivu. Estupiñán una delusione, se fossi il tecnico rossonero punterei su..."

Conosciuto sui social come “LucaCohen95”, Luca Di Benedetto si racconta ai microfoni di Oddschecker per la rubrica "Social Personality"

OddsChecker - 25 feb 2026, 09:00

10 minuti

Per la rubrica “Social Personality”, dedicata alle pagine e ai personaggi più in evidenza del mondo della comunicazione sportiva e social, Oddschecker ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Luca Di Benedetto, content creator conosciuto sui social come “LucaCohen95”. Il trentunenne di Salerno, grande tifoso del Milan, vanta una community di oltre 75mila follower tra Youtube, Twitch e Instagram. Dopo aver studiato Scienze della Comunicazione a Milano, Luca ha deciso di perseguire la strada del web per raggiungere il suo obiettivo: parlare di calcio con chi condivide la sua stessa passione. In questa lunga chiacchierata, Luca ci ha raccontato il momento in cui ha iniziato a seguire lo sport più popolare del mondo e le gesta del club rossonero, per poi trattare i principali temi d’attualità legati alla Serie A e alla Champions League. Infine, l’influencer ci ha svelato di voler creare un progetto interamente dedicato al Milan e ai suoi tifosi.

Ciao Luca, raccontaci un po’ come è nata la passione per il calcio e per il Milan, da quanto tempo sei sui social come content creator e cosa ti ha spinto a questa scelta.

“La mia passione per il calcio e per il Milan nasce all’interno della mia famiglia, per metà juventina e per metà milanista. I parenti juventini hanno cercato di “corrompermi” in tutti i modi fin dalla tenera età, regalandomi ogni tipo di gadget della Juventus. La parte rossonera, invece, non ha mai tentato di convincermi: questo mi ha spinto a ribellarmi a chi cercava di “comprarmi” e avvicinarmi a chi non aveva intenzione di trasmettermi una fede calcistica. Così, mi sono avvicinato al Milan. Pensa che la prima partita che ho guardato in vita mia è stata la finale di Champions tra Milan e Juventus. È nato tutto lì.

Quello che oggi faccio sul web lo facevo già in età adolescenziale, magari con gli amici a scuola o al classico “Bar dello Sport”. Sentivo un forte trasporto nel parlare di calcio, nel confrontarmi, nel discutere animatamente ma con rispetto con i tifosi avversari. Quando ho capito che la mia passione poteva essere accessibile a tutti grazie al web, molto più ‘open’ rispetto alla tv tradizionale, circa una decina di anni fa ho iniziato a registrare dei contenuti.

Fui notato da uno dei primissimi youtuber del Milan, che mi pubblicizzò e mi fece avere la mia prima piccola fetta di pubblico. Dopo collaborammo e lanciammo un progetto su Instagram che fece tanto ‘hype’. Dopodiché, ognuno prese la sua strada, rimanendo in ottimi rapporti. Ho quindi aperto il mio canale Youtube, il mio canale Twitch, ho iniziato l’avventura con Controcalcio, programma al quale partecipo tutti i giorni nonché podcast calcistico più visto in Italia su Twitch, fino ad arrivare ad oggi”.

Come abbiamo detto, sei un grande tifoso del Milan: cosa ne pensi dell’attuale squadra di Massimiliano Allegri? I rossoneri hanno perso solo 2 partite in 26 gare di campionato, ma si trovano attualmente a -10 dall’Inter capolista: il sogno scudetto finisce qui?

“Credo che il sogno scudetto sia finito con la sconfitta contro il Parma. Peccato, perché finisce proprio sul rush finale che ci avrebbe portato al “dentro o fuori” del derby, invece ci siamo fermati prima. Purtroppo, i limiti del Milan rispetto all’Inter sono chiari ed evidenti a chiunque: la squadra di Chivu è un carro armato, ha una proiezione a oltre 90 punti, inarrivabili per l’attuale rosa rossonera. Inoltre, ci sono differenze di qualità, di profondità. Non si può, comunque, giudicare negativamente la stagione del Milan solo perché l’Inter ha fatto meglio, perché altrimenti la si deve giudicare positivamente perché i rossoneri hanno fatto meglio di Napoli (ricordiamo, campione d’Italia in carica), Juventus, Roma. La giustificazione non può essere quella del giocare una sola volta a settimana, perché giocare una sola volta a settimana non alza il livello tecnico di alcune individualità. Il club può contare su campioni come Modric, Rabiot, Leao, ma ci sono anche tante altre individualità che non sono accostabili al Milan”.

Dovessi scegliere due “uomini simbolo” di questa annata, quali giocatori del Milan sceglieresti e perché?

“Come uomini simbolo ti indico Rabiot e Modric, i giocatori che hanno portato e continuano a portare la mentalità: senza mentalità vincente gli spogliatoi non alzano il livello”. Se fossi tu il tecnico del Milan, quali profili dell’attuale Serie A segnaleresti alla dirigenza? “In questa Serie A è difficile acquistare per una questione di costi e budget limitati. Tuttavia, il Milan ha bisogno di migliorare qualitativamente alcuni reparti. Abbiamo dei quinti molto mediocri, quindi penserei a Palestra del Cagliari o Bernasconi dell’Atalanta. Davanti, penserei invece a Vlahovic, perché il Milan ha un chiaro problema con la prima punta: senza un vero numero 9 capace di fare almeno 15 gol a stagione si va in seria difficoltà. Per la difesa, faccio il nome di Gila della Lazio”.

Quale tecnico della Serie A ti sta stupendo in positivo?

“Nonostante non mi sia simpatico, soprattutto per gli eventi recenti, devo dire che Fabregas si è dimostrato un buonissimo allenatore, di grande intelligenza. È riuscito anche a rivedere le sue convinzioni, vincendo alcune partite giocando con una mentalità diversa rispetto a quella che è la sua filosofia di calcio. Per esempio, nel match contro il Milan non è venuto a San Siro per palleggiare, ma per essere concreto e portare a casa il risultato. E poi dico anche Chivu: bisogna ammettere che, per ora, si è dimostrato un ottimo tecnico”.

È innegabile che questa sia una stagione condizionata da dubbie scelte arbitrali e da un protocollo che non garantisce uniformità di giudizio. Cosa pensi a riguardo? Il calcio che conosciamo sta diventando, piano piano, qualcos’altro?

“Si, sicuramente non c’è chiarezza negli episodi. Ogni giornata ci troviamo a commentare scelte arbitrali che vanno nella direzione opposta alle scelte prese una settimana prima. Se penso, ad esempio, ad Atalanta-Napoli, nella stessa partita si sono prese due decisioni diverse su due episodi simili. Credo che si sia di fronte alla classe arbitrale più scarsa degli ultimi 20 anni. Non credo che sia un caso che si sia abbassata l’età media dei direttori di gara. Bisognerebbe riflettere molto sulla gavetta e sul percorso che porta gli arbitri in Serie A. Ci sarebbero tantissime cose da dire, ma mi limito ad affermare che quando un arbitro sbaglia bisogna prendere misure più severe della sola sospensione per un paio di turni: l’errore di un arbitro (che non guadagna poco) può costare 50/60 milioni di qualificazione in Champions. Prima di tornare ad arbitrare, deve dimostrare di aver studiato e capito cosa ha sbagliato”.

Ritornando sugli interpreti di questo campionato, quali giocatori hanno in qualche modo deluso le tue aspettative?

“Sicuramente, guardando in casa Milan, dico Estupiñán. Una delusione incredibile. Quando lo abbiamo acquistato, i tifosi erano meravigliati di non averlo pagato il doppio di quanto è stato pagato. In realtà, il giocatore non vale neanche la metà di quello che è stato pagato. Sono rimasto sconvolto dalle sue prestazioni. In generale, invece, mi ha deluso Ferguson della Roma, descritto come un calciatore che avrebbe “spaccato” la Serie A, in realtà invece si è rivelato un “flop””.

Tanti club lottano per un piazzamento Champions: chi credi che, alla fine, vincerà in questa bagarre?

“Credo che il Milan sia al 99% in Champions, dovrebbe fare un assoluto disastro per non qualificarsi. La bagarre comprende tante squadre: vediamo quanto reggerà il Como, essendo una mina vagante insieme all’Atalanta, tornata sul pezzo con Palladino. Io, però, punto sull’esperienza di Gasperini, che sta facendo molto bene: quindi dico Napoli e Roma, con i partenopei maggiormente a rischio”.

Spostandoci in Europa, e più precisamente in Champions League, ieri sera in casa sua l’Inter è stata eliminata dal Bodo Glimt: te l’aspettavi? Stasera sarà la volta di Juve e Atalanta: le rispettive gare di ritorno contro Galatasaray e Dortmund sono proibitive? Chi ha maggiori chance di passare il turno?

“Onestamente, credo che l’Inter, raggiunti i +10 punti in campionato, potesse gestire meglio la Champions e passare il turno contro il Bodo. Parliamo di una doppia finalista nelle ultime tre edizioni del torneo. Uscire così, per ‘paura’ di una rimonta fantascientifica del Milan, mi è sembrato un po’ avventato. La Juventus, da quando è iniziato il calendario difficile, non ci sta capendo nulla. Non ha vinto una partita. Io credo che i bianconeri giochino molto bene, ma con quella rosa Spalletti non può pretendere chissà cosa. Con il Galatasaray credo che non sia finita: 90 minuti allo Stadium sono lunghi e si può sperare in un 3 a 0. È difficile, ma non impossibile. L’Atalanta, invece, è fuori: non credo che i bergamaschi riusciranno a ribaltare il risultato dell’andata contro il Dortmund”.

Essendo tu un influencer e vivendo in prima persona il mondo dei social, ti chiedo un parere in merito alla risonanza mediatica dell’episodio Bastoni-Kalulu-La Penna. I social hanno mostrato il loro lato peggiore, viste le minacce e gli insulti verso i protagonisti. Ti chiedo quanta responsabilità hanno i creator che veicolano i contenuti sui social, in tal senso? Quanto è importante dare esempio di sportività, dialogare senza alzare i toni, potersi confrontarsi senza necessariamente sfociare nel litigio o peggio?

“I creator sono sempre lo specchio della community. Personalmente, io cerco di coltivare una community educata, anche quando ci sono confronti con creator che la pensano in maniera diametralmente opposta rispetto a me. Scoraggio inutili litigi e faide. Bisogna rispettare il pensiero di tutti, anche quando è completamente diverso dal proprio. I creator sono responsabili, devono mantenere un profilo basso ed evitare di causare ‘shitstorm’ verso persone. Se parliamo di sportività, in primis i giocatori devono dimostrarla, devono stare attenti a ciò che fanno, perché ad ogni azione corrisponde una reazione. Ovviamente, tutte le minacce e gli insulti rivolti ai protagonisti dell’episodio accaduto nel derby d’Italia vanno tutti assolutamente condannati e puniti”.

Sogni e progetti in cantiere?

“Sto già vivendo il mio sogno: avere una community affezionata che ogni giorno si ritrova alla stessa ora per parlare della propria passione, partecipare a eventi che riguardano il Milan. Non bisogna mai dare nulla per scontato, e io sono profondamente grato per quello che ho e che faccio. Per quanto riguarda i progetti professionali, il mio obiettivo a lungo termine è quello di avere un canale che parli di Milan h24, che diventi punto di riferimento per i tifosi rossoneri a qualsiasi ora”.

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