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ESCLUSIVA, Salotto VAR: “L’ironia la nostra forza. Siamo grandi amici, passiamo davvero troppo tempo insieme! La nostra community ci commuove. Nuovi progetti? Se la Nazionale...”

Ai microfoni di Oddschecker i ragazzi di “Salotto VAR”: ecco chi c’è dietro la pagina Instagram sulla Serie A che conta più di 44mila follower

Vagonate di ironia, una grande intesa, l’intento di divertirsi e divertire: ecco ciò che rende speciale “Salotto VAR”, una delle pagine Instagram più seguite dagli appassionati di calcio. Matteo, Nicolò e Matteo, tre grandi amici e fondatori pagina, trattano i temi della Serie A, anche quelli più spinosi, con una leggerezza capace di stemperare ogni rivalità calcistica e strappare una risata anche al tifoso più accanito. In quest’intervista rilasciata in esclusiva alla redazione di Oddschecker, il trio tutto romano racconta la propria storia di vita e professionale, una storia vincente che parte da un saldo legame affettivo e da una visione comune condivisa e ambiziosa.


Ciao ragazzi, è un piacere conoscervi! Per prima cosa, vi chiedo di presentarvi e raccontarmi un po’ da dove venite, il vostro percorso di studi e professionale e come è nata l’idea di unirvi per dare vita al progetto “Salotto VAR”.

“Ciao! Io sono Matteo, a breve compirò 28 anni e sono un perito informatico. Lavoro nell’azienda di famiglia, e insieme a questi due 'ragazzacci' due anni fa abbiamo deciso di aprire la pagina di ‘Salotto VAR’ per la passione che tutti e tre nutriamo per il calcio”. “Io sono il secondo Matteo del trio, e lavoro in un’azienda informatica come programmatore. Siamo tutti coetanei, abbiamo tutti 28 anni”. “Ciao! Io sono Nicolò, l’unico con il nome diverso del gruppo. Abbiamo deciso di perseguire la strada dei social principalmente per stare insieme, divertirci e condividere contenuti sullo sport che amiamo”.

Essendo appassionati di calcio, la vostra fede calcistica è da tenere segreta o si può rivelare?

“Preferiamo non rivelarlo. Il nostro intento è far vedere alla nostra community i nostri contenuti e l’ironia che li caratterizza piuttosto che far emergere la personale fede calcistica che, si sa, a volte diventa una ‘barriera’”.

Quanto tempo passate insieme, doveste sommare il tempo lavorativo a quello libero?

“Veramente troppo (ridono, ndr). Pensa che la mattina ci ritroviamo alle 5.00 per girare i video. Prima ci vedevamo una volta a settimana, poi, dal momento che fortunatamente la pagina è cresciuta, abbiamo deciso di vederci 2-3 volte per stabilire e registrare tutti i contenuti della settimana. Fortunatamente viviamo tutti abbastanza vicini, quindi vederci così presto e con questa frequenza non ci comporta grossi problemi”.

Siete tutti di Roma, vi chiedo dunque un parere sulla stagione diametralmente opposta vissuta da Roma e Lazio. Vi aspettavate questo impatto da parte di Gasperini e di vedere i capitolini lottare per un posto Champions? Parlando invece dei biancocelesti, quanto è grave, secondo voi, la situazione, alla luce anche delle polemiche interne tra Lotito e Sarri? Cosa fare per far ripartire il club?

Matteo B.: “Il progetto che la Roma sta portando avanti da anni ha come obiettivo quello del ritorno in Champions, competizione che manca davvero da troppo tempo. La Roma è una delle big del calcio italiano e ha sostenuto spese molto importanti in questi anni. Inoltre, giocare la Champions comporta anche un beneficio economico non da poco. Gasperini è riuscito a elevare questo progetto portando la squadra a lottare per dei trofei importanti. Ad eccezione dell’Inter, che fa un campionato a parte, le altre squadre sono tutte più o meno sullo stesso livello; quindi, credo che i giallorossi si giocheranno fino alla fine la conquista del quarto posto”.

Matteo C.: “Parlando della Lazio, è innegabile che il mercato bloccato a fine estate sia stato tanto limitante. Prendere un nuovo allenatore senza permettergli di rifornirsi di risorse condiziona la stagione. L’allenatore ha dovuto quindi creare qualcosa con i giocatori già a disposizione, magari creando anche malcontento”.

Nicolò: “Credo che si possano riassumere così i due volti delle romane: una che lotta per la Champions, un’altra per ricostruirsi”.

Quale squadra del campionato vi ha colpito più di tutte? Doveste invece scegliere un calciatore simbolo di questa stagione di Serie A, quale nome fareste?

Matteo C.: “La squadra che, personalmente, mi ha convinto più di tutte è l’Inter: sembra che i nerazzurri facciano un campionato a parte. Il suo gioco e l’unione del gruppo la rendono superiore alle altre. Dico anche il Como, una bella sorpresa e una squadra che esprime un ottimo gioco”.

Matteo B.: “Un calciatore da cui ci si aspettava tanto, ma forse non in questo modo, credo sia Luka Modric: in Serie A, a quarant’anni, sta dimostrando di valere il doppio rispetto ai giocatori di 20”.

Avendo scelto “Salotto VAR” come nome della vostra pagina Instagram non posso non farvi una domanda in merito alla tecnologia in questione: sul piatto della bilancia cosa pesa di più, secondo voi, i benefici che ha apportato nelle situazioni dubbie o il suo cattivo/incompleto utilizzo?

Matteo C.: “Adottare una tecnologia del genere richiede che il regolamento vada rivisto. Se si decide di introdurre la VAR, allora va sfruttata fino in fondo, in tutte le situazioni, dall’estrazione di un cartellino al fuorigioco. Se si decide di progredire tecnologicamente, allora si deve anche intervenire, in parallelo, sul regolamento”.

Nicolò: “La VAR è nata per implementare e avere più chiarezza su alcune situazioni, ma al momento, non essendoci regole davvero chiare, il suo utilizzo non aiuta, spesso crea solo più confusione”.

Matteo B.: “Riassumerei con: o la si utilizza in ogni situazione o non la si utilizza proprio. O bianco o nero, senza vie di mezzo. Tuttavia, sono sicuro di una cosa: anche con una tecnologia più che perfetta, le polemiche arbitrali ci sarebbero sempre. I tifosi criticano e polemizzano per indole”.

Matteo C,: “E direi fortunatamente per noi, perché ci danno tantissimi spunti per i nostri contenuti”. (ridono, ndr).

A proposito di contenuti e del vostro progetto social, che tipo di community siete riusciti a costruire? Avete in mente nuovi video o format da introdurre per questo 2026?

Matteo B.: “Abbiamo constatato nel tempo di avere una community molto forte e fidelizzata. La gente, se ci incontra per strada, ci ferma per farci i complimenti, per fare delle foto, per scambiare due chiacchiere. È una community che ci segue realmente, non semplicemente sui social”.

Matteo C.: “La cosa più bella è ricevere alcuni messaggi, come per esempio: ‘oggi ho avuto una giornataccia, ma i vostri video riescono sempre a strapparmi una risata’. È grande motivo di soddisfazione per noi e ci motivano a perseguire questa strada”.

Matteo B.: “In quel momento capiamo di aver centrato l’obiettivo”.

Nicoló: “Si, esattamente”.

Matteo B.: “Per quanto riguarda i nuovi progetti, sicuramente manterremo la nostra linea ironica, che è la nostra identità e il nostro punto di forza. Senza spoilerare, diciamo che l’eventuale qualificazione dell’Italia al Mondiale ci potrà permettere di estrarre qualcosa fuori dal cilindro. Speriamo che la Nazionale abbia successo!”

Cosa c’è dietro il lancio di un nuovo video? Essendo in tre, riuscite subito a trovare un accordo sull’idea da sviluppare, sulle modalità in cui svilupparla o spesso discutete per una soluzione che possa accontentare tutti?

Nicoló: “Diciamo che ognuno ha il suo ruolo: c’è chi propone l’idea, chi riesce a definirla, chi aggiunge quella battuta in più. Riusciamo sempre a trovare il giusto equilibrio”.

Matteo C.: “Ci viene abbastanza naturale, ciò che si vede nei nostri video non è troppo distante dalla realtà, quando magari ci ritroviamo ad un bar intorno ad un tavolino per confrontarci e definire il contenuto”.

Matteo B.: “Questa è la nostra forza, la quale ci permette di trovare sempre qualcosa che possa suscitare la risata dell’utente. Ci ritroviamo la mattina, uno di noi propone l’idea e tutti cerchiamo di capire come definirla e migliorarla. Devo dire, comunque, che produrre questi contenuti richiede un grande lavoro, cosa che prima di cimentarmi non immaginavo minimamente. Ci vorrebbero giornate da 48 ore”.

Entrando nel dettaglio, quali video hanno performato meglio fino ad ora in termini di interazioni e visualizzazioni?

Matteo C.: “Rispondo io! Il primo è la presa in giro sui voti al Fantacalcio, su come la redazione dà i voti al Fantacalcio. Il format è piaciuto molto. Il secondo è l’intervista tripla alla Nazionale Italiana negli anni 90, negli anni 2000 e ai giorni nostri”.

Proiettandovi nel futuro, cosa vi piacerebbe tanto realizzare? Avete in mente nuovi progetti da lanciare?

“Questa è una bella domanda, da 'Chi vuol essere milionario' (ridono, ndr).”

Matteo B.: “Diciamo che di progetti in cantiere ce ne sono tanti, ma credo che la cosa più importante per noi sia cercare di crescere, migliorare e rendere ciò che facciamo un lavoro. Sarebbe bello iniziare a vederci tutti i giorni, dal momento che la nostra amicizia è forte e c’è grande sintonia”.

Matteo C.: “Sono d’accordo. Cerchiamo di puntare più in alto possibile”.

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