
ESCLUSIVA, Walter Deligia: “Malen può battere il record dei 36 gol di Higuain. Fantacalcio? Kolo Muani un’esca, Gonçalo Ramos e Raimondo sottovalutati”
"Fantacoach” è il content creator ospite della rubrica Social Personality di Oddschecker: con lui abbiamo parlato della sua attività social, di Fantacalcio e di moltissime protagoniste della Serie A.
OddsChecker - 3 set 2026, 08:00
10 min"Passo le mie giornate a parlare di calcio": questa semplice dichiarazione è sufficiente a trasmettere ai lettori la passione per il mondo del pallone di Walter Deligia, sui social conosciuto come "Fantacoach". Con oltre 120.000 seguaci complessivi, il content creator e match analyst classe 1996 veicola contenuti sulla Serie A e sul gioco più amato dagli appassionati, il Fantacalcio, fornendo statistiche, dati, chicche e dritte a chi vuole vestire i panni di "fantallenatore". Tanti i progetti in cantiere per Walter, la cui aspirazione massima è quella di diventare un allenatore nel professionismo. Conosciamo meglio "Fantacoach", che in quest’intervista esclusiva ci racconta della sua attività social e ci condivide il suo punto di vista sulla nuova stagione di Serie A e sui giocatori da prendere o scartare al proprio Fanta.

Ciao Walter, è un piacere averti ospite della nostra rubrica. Come nasce l’idea di aprirti al mondo dei social e dedicarti a contenuti sul Fantacalcio?
"L’idea di base nasce in ambito calcistico, e non prettamente Fantacalcistico, per il semplice motivo che passo le mie giornate a parlare di calcio. I miei amici, che non ce la facevano più a sopportarmi (ride, ndr), mi hanno suggerito di provare ad aprire un profilo social in cui poter parlare di calcio. L’idea nasce anche dal desiderio di approdare in questo mondo nei panni di allenatore piuttosto che di calciatore, perché ho già avuto modo di allenare e le emozioni che ho provato in panchina non le ho mai provate in campo. Così, ho deciso di fondere queste due passioni, parlare di calcio e vestire i panni di allenatore, aprendo la pagina “Fantacoach”, che ovviamente poi, quasi per conseguenza diretta, ha iniziato a trattare anche il Fantacalcio".
Quale esperienza da allenatore hai vissuto?
"Ho allenato una squadra del mio paese, un paesino di 330 abitanti del centro Sardegna, guidandola nella Catte Cup, evento molto importante che si tiene in Sardegna durante l’estate, popolato da tanti ragazzi e in cui partecipano tanti calciatori delle Primavere. Questa è stata la mia esperienza da allenatore. Poi è subentrato a tutti gli effetti il mio impegno social, sono cresciuti i numeri e il tempo ha iniziato ad essere sempre meno. Tuttavia, la mia parentesi da allenatore non è affatto archiviata: devo prima mettere a posto alcune cose, poi tornerò con dei nuovi progetti".
Gli appassionati sono ora alle prese con l’asta del Fantacalcio: quali calciatori pensi che potranno dare grandi soddisfazioni ai fantallenatori? Anche qualche nome meno altisonante ci va bene.
"Parto prima da un nome altisonante, che è passato sottotraccia anche per il costo del cartellino, che è quello di Gonçalo Ramos. I due errori contro il Venezia non lo hanno aiutato, ma credo che sia un attaccante che sposa perfettamente il gioco dell’allenatore e che è effettivamente un “numero 9”. Il Milan finalmente ritrova un giocatore che fa salire la squadra e che sa trascinarla. Dal mio punto di vista, il portoghese potrebbe essere un colpo con rapporto qualità-prezzo molto interessante. Come nome meno altisonante, invece, faccio quello di Raimondo del Frosinone, un profilo che ho preso personalmente al Fanta e passato fin troppo sottotraccia. Il fatto che il Frosinone abbia voluto rinnovare il prestito con il Bologna dopo lo scorso anno e il fatto che i ciociari non si siano fiondati troppo su altri attaccanti, mi fa pensare a Raimondo come a un Pinamonti o un Colombo, cioè il classico calciatore da 8-10 reti che non ti aspetti ma che invece, alla fine dell’anno, porterà a casa".
Quali, invece, i giocatori che sembrano "brillare" e promettere bene, ma che in realtà possono risultare degli abbagli da evitare?
"Dico Kolo Muani. Non mi fidavo già due anni fa, quando arrivò alla Juve. Kolo Muani è una delle più grandi esche per tantissime ragioni. Lo stesso Spalletti ha voluto fortemente un altro centravanti (infatti è arrivato Woltemade). È vero che per caratteristiche si sposa bene con il gioco di questa Juve, ma ci sono tanti “ma”. Per esempio, Kolo Muani è un giocatore simile ma diverso da Osimhen: entrambi attaccano la profondità, ma in modo diverso. Già il 30 luglio consigliai di non prenderlo come top, di non prenderlo come primo slot e di non superare il 15-18% del budget. Ad oggi, al netto dell’infortunio, se avessi dovuto scegliere tra Kolo Muani e Yildiz, avrei preso il turco tutta la vita, anche se può sembrare una follia. Considero il francese più un abbaglio che un investimento vero e proprio".
Sui tuoi social pubblichi tantissimi contenuti a tema Fantacalcio. Quanto tempo dedichi alla raccolta dei dati, per fornire ai tuoi follower video di una certa qualità e attendibilità?
"Tanto. Io credo che ci siano diversi modi di gestire i social, di intraprendere un percorso del genere e di veicolare la propria comunicazione e il proprio messaggio. La mia vita è ormai incentrata su questo: chi nutre grandi ambizioni deve prendere questo impegno come una professione vera e propria. È difficile dare un dato specifico, comunque: ci sono giorni in cui investo anche 8 ore della mia giornata davanti al computer, altri in cui creo dei contenuti per me più semplici, e quindi passo “solo” 2 o 3 ore. Quello che posso dire con certezza è che non ho giorni di pausa".
Sei contento della community che hai costruito e che continui a costruire?
"Sono contentissimo perché, a mio parere, calcio e fantacalcio sono tra le cose più divisive del nostro paese. Parto dall’assunto che non si può piacere a tutti: magari a qualcuno non piace la mia dialettica, la comunicazione, ad altri l’editing, a qualcun altro magari il mio pensiero e la mia visione. In generale, devo dire che sono estremamente felice della mia community, perché sto cercando di far esprimere a tutti la propria opinione con rispetto, un principio per me fondamentale e che vedo rispettato da tutti i miei follower".
Capitolo Serie A 2026-2027. Sei d’accordo con la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, che considerano l’Inter la favorita? O credi che il mercato delle dirette concorrenti possa mettere a repentaglio il trono dei nerazzurri?
"Io ho seguito tantissimo l’Inter dal vivo, soprattutto lo scorso anno. Ad oggi, a livello di organico, per me è sicuramente la squadra più forte. Vedo i nerazzurri favoriti, ma non sono sicuro al 100% come nella scorsa stagione. Dico attenzione, perchè il campionato è lungo, la Roma mi piace molto e ho visto un cambiamento netto nel Milan. Per quanto sia rischioso il gioco di Amorim, adesso il Milan gioca. Il portoghese ha dato il suo imprint in pochissimo tempo, e anche i colpi fatti li ritengo molto mirati. Il club rossonero si è mosso molto bene sul mercato, e lo ritengo una delle pretendenti al titolo. Lascio più indietro il Napoli, il cui mercato non mi ha particolarmente convinto. È vero che Allegri sa lavorare bene con ciò che ha, ma, alla lunga, questo non funziona più. Il calcio è cambiato e sta cambiando tanto. Secondo me, un ipotetico serio infortunio di un calciatore fondamentale potrebbe compromettere la stagione dei partenopei".
La Fiorentina, dopo un’annata difficile, esordisce con due k.o. consecutivi, di cui uno contro il neopromosso Frosinone nel giorno del centenario del club. A Grosso serve tempo per collaudare una squadra con tanti volti nuovi? E cosa ne pensi dell’arrivo di Gnonto e Beto?
"Mi dispiace molto per la partenza della Fiorentina perché, ragionando da allenatore, non è facile quando una squadra viene rifondata. Per me, Grosso è un allenatore molto valido, che ha fatto gavetta, e io sono tanto per i tecnici giovani (Abate al Torino, Aquilani al Sassuolo, ecc). Gnonto? Non so se possa essere un colpo giusto. A livello finanziario potrebbe anche andar bene, ha allargato ulteriormente la rosa, ma quello che avrei fatto io è rinforzare la difesa con qualche centrale piuttosto che prendere giocatori con altri ruoli. Io non credo che le prime due sconfitte siano dovute al fatto che la Fiorentina non abbia fatto un buon mercato. Lo dissi anche in una mia storia Instagram: è troppo presto per dare sentenze, dobbiamo dare tempo a questa squadra.
Secondo me la Viola non farà la stagione dell’anno scorso, arriverà il momento dello "switch". Certo, gli zero gol fatti e le 7 reti subite nelle prime due partite non fanno ben sperare. Paradossalmente, la squadra di Grosso mi ha convinto di più nel precampionato, con Atta molto più libero (invece, nella partita contro il Frosinone, l’ho visto troppo bloccato dietro). In ogni caso, la Fiorentina è ancora in una fase sperimentale, cosa normalissima dopo una rivoluzione che parte dall’allenatore e si estende a tutto il gruppo.
Per quanto riguarda Beto, è un giocatore che mi piace tantissimo, anche se è una mossa che ho capito solo in parte, dal momento che la Viola aveva investito su Pellegrino, per me un ottimo giocatore. Capisco, però, che la partenza di uno come Kean complica la situazione, e uno fisico come Beto potrebbe essere un valore aggiunto e sopperire a quella mancanza. Tuttavia, piuttosto che prendere un centravanti, io avrei dato la chance a Pellegrino e avrei premiato l’attaccante della primavera".
Colpo last minute della Viola Pedro Gonçalves: come valuti questa mossa di Paratici?
"Gonçalves è un profilo interessantissimo. Può agire da interno di centrocampo, trequartista o da ala, ma soprattutto è un giocatore costante. A me gasa tantissimo, a parer mio l'ex Lisbona è un colpaccio".
Vista la condizione di Malen e della Roma di Gasperini, credi che possa essere lei la vera anti-Inter della stagione?
"Ci sono dei pareri discordanti nella mia community. Molti pensano che la Roma, con l’inizio della Champions e il crescendo degli impegni, inevitabilmente subirà un calo che la porterà in zona terzo o quarto posto in campionato. Io credo che la squadra di Gasperini abbia un bell’organico, e in questo momento la metto sicuramente davanti al Milan. Ma il campionato è lungo, e la Champions ha un peso diverso rispetto ad altre Coppe Europee. Qualora la Roma si sentisse in fiducia e andasse bene in campionato, potrebbe cercare di andare quanto più avanti possibile in Champions. In questo caso, potrebbero crearsi alcune dinamiche di campionato che porterebbero il Milan a diventare la diretta concorrente dell’Inter. In sintesi: per il gioco, considero la Roma l’anti-Inter; per situazioni extra campo, dico il Milan".
Donyell Malen quest’anno riuscirà a vincere il titolo di capocannoniere del campionato e sorpassare centravanti come Lautaro Martinez, attualmente detentore del titolo?
"Facile dirlo in questo momento, dopo 5 gol in due partite, però Malen è un giocatore che ha questo tipo di caratteristica se viene fatto giocare come punta. L’olandese non solo può superare Lautaro Martinez, ma rischia di spodestare Gonzalo Higuain e battere il record di 36 gol dell’argentino. Io sono fiducioso, Malen mi piace tantissimo. La cosa che lo differenzia dagli altri è che sembra sempre essere al posto giusto al momento giusto. Quest’anno, l’olandese dietro ha due giocatori come Dybala, anche se purtroppo spesso soggetto a infortuni, e Rodrigo Mora, per me un fenomeno, che seguivo anche quando giocava all’estero. Quindi si, Malen può vincere la classifica marcatori della Serie A".
Nuovi progetti e sogni nel cassetto di "Fantacoach"?
"Sicuramente quest’anno farò uno step successivo dedicandomi alla tattica, con tanti contenuti inerenti a questo tema grazie al format StadioTattico, che prevede il mio giro per gli stadi e l’analisi delle partite dal punto di vista tattico, ma non trascurerò le sensazioni e le prestazioni dei giocatori. Cercherò di mixare le tre cose e far vivere la partita a chi guarda dallo schermo inserendo qualche nozione di tattica. Inoltre ci sarà un altro format, Under the Stats, lanciato lo scorso anno e in cui cercherò di analizzare i match basandomi sui dati. Ho ovviamente anche altri progetti “in progress”, come quello di tornare ad allenare. Ad oggi non posso dire di avere un accordo, ma posso dire di essere in trattativa. Qualora dovesse andare in porto, porterò l’esperienza sui social. Il mio sogno nel cassetto? Lavorare con la Serie A, con Gazzetta o DAZN come content creator ufficiale, ma la mia ambizione massima sarebbe quella di arrivare su una panchina, tra i professionisti. In quel caso, potrei dire di aver chiuso il mio cerchio".
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