
Euro 2016 - Graziano Pellè, il bomber venuto dal Sud
Ma chi è Pellè? Dove gioca? Ma Conte è impazzito? Sarà che sono conterranei... ma con tutti gli attaccanti che abbiamo in Italia... piuttosto porterei Totti e Toni...
OddsChecker - 28 giu 2016, 16:09
5 minutiMa chi è Pellè? Dove gioca? Ma Conte è impazzito? Sarà che sono conterranei... ma con tutti gli attaccanti che abbiamo in Italia... piuttosto porterei Totti e Toni... Quante volte sono state ripetute queste frasi? Tutti i Ct italiani distribuiti nei bar sport dello stivale hanno bocciato sul nascere l’idea di Antonio Conte di puntare su un attaccante che, soprattutto in Italia, non aveva fatto vedere granché.
Eppure Graziano Pellè, una sua fama, in Olanda prima e in Inghilterra dopo, se l’è costruita a suon di gol. Ma Conte ha visto oltre: non solo la capacità di andare in gol della punta salentina, ma anche le sue caratteristiche fisiche che permettono alla squadra di salire e di mantenere alto il baricentro.
Pellè è un centravanti moderno, che fa reparto da solo e, a differenza di quel che si può pensare, ama giocare la palla di prima e fare sponde per le seconde punte, non solo di testa ma, come si è potuto ammirare in queste partite, anche di petto, stoppando palloni altissimi: evidentemente indossa una corazza. Nonostante il fisico possente, Pellè è molto mobile, corre e pressa in continuazione gli avversari: un curriculum che calzava a pennello per quello che vuole Conte da un attaccante
Peccato che se ne sia accorto solo l’attuale Ct: il suo esordio in Nazionale infatti, è arrivato solo con l’approdo dell’ex tecnico della Juve che, sin da subito, ha deciso di puntare su di lui. E Pellè non si è fatto aspettare: esordio e gol vittoria. Da quel momento ha giocato praticamente tutte le partite di qualificazione siglando 3 gol in 7 gare, contribuendo alla vittoria del girone.
Ed eccolo a Euro 2016, l’occasione della vita per Pellè, forse anche l’ultima, visti i 31 anni. Anche in questo caso non se la sta di certo facendo sfuggire. Fino ad ora due gol in tre presenze, ma soprattutto un grandissimo lavoro oscuro di sponde, corsa e pressing a tutto campo
L’apice contro la Spagna, contro la quale ha disputato una gara di grandissima intensità prendendo tutti i palloni alti e dando una soluzione in più a Buffon quando l’attacco spagnolo pressava la difesa azzurra in fase di impostazione. La sua impronta sulla partita è stata decisiva: si è procurato la punizione del vantaggio, ha mandato Eder in porta con un bellissimo colpo di tacco e ha siglato il gol del definitivo Ko mandando in orbita gli azzurri. E adesso un panzer contro i panzer
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