
Euro 2016 - Antonio Conte: il guerriero italiano
Guerriero: questa è la parola giusta per definire Antonio Conte, commissario tecnico dell’Italia.
OddsChecker - 2 lug 2016, 19:44
5 minutiGuerriero: questa è la parola giusta per definire Antonio Conte, commissario tecnico dell’Italia. A molti è antipatico, ma questa è una caratteristica comune a tutti i vincenti: l’antipatia di chi conosce il futuro perché consapevole dei propri mezzi e del proprio lavoro. Antonio Conte non è uno che le manda a dire: sempre schietto, diretto e fuori dagli schemi. Se potesse, eviterebbe tutti gli scenari pubblici fatti di conferenze stampa, spettacoli e interviste. Lui è un uomo di campo, che comprende solo il significato di lavoro e sacrificio
Tutto questo grazie ai maestri che ha incontrato sulla sua strada. A partire da Giovanni Trapattoni, che lo volle in bianconero nel 1991, un verace uomo di campo e panchina, tutto tuta e fischietto. E forse è proprio dal Trap che ha preso la caratteristica di martellare per 90 minuti i suoi giocatori in campo con indicazioni maniacali sulla posizione da tenere su ogni singola azione
L’altro suo maestro, quello con cui si è consacrato e con il quale ha vinto tutto, è stato Marcello Lippi, non uno qualunque. Dal tecnico viareggino ha preso sicuramente la mentalità vincente, di chi non ha paura di nessun avversario e riesce a sorprenderlo ribaltando ogni pronostico. Con lui Conte ha vinto cinque scudetti, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale, e dal 1996 al 2002 fu capitano bianconero.
Si ritira nel 2004 e inizia la sua carriera da allenatore. A partire dalla breve esperienza come secondo di De Canio, quello di Conte è stato un cammino in continua evoluzione: dalla quasi salvezza con l’Arezzo, alle promozioni con Bari e Siena fino alle annate straordinarie con la sua Juventus con la quale ha vinto tre scudetti, senza mai riuscire però a imporsi in Europa.
Sembrò un fulmine a cielo sereno la notizia che vide Conte annunciare in pieno ritiro estivo, la separazione consensuale dalla società, dando le dimissioni da allenatore. Ma chi lo conosce, anche da semplice tifoso, sa benissimo cosa è successo. Antonio Conte voleva fare il salto di qualità, voleva riportare la sua Juventus a competere con le grandissime d’Europa e la società non gli garantiva il mercato desiderato.
La storia è nota, adesso Conte ha la grande occasione di portare i colori azzurri molto in alto: non sarà facile, ci vorranno cuore, grinta e carattere, caratteristiche che lui sa tirare fuori dai suoi calciatori. C’è una Germania da battere e un popolo da continuare a stupire
(Germania favorita per la qualificazione alle semifinali data a 1.60, migliore quota Bet-At-Home).
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