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I dieci migliori momenti di Eurovision

Quando manca appena un mese dall’Eurovision riviviamo alcuni dei migliori momenti di questa competizione canora nel corso della sua lunga storia.

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domenica, 22 aprile, alle 22:28

 

Quest’anno si disputerà a Lisbona la 63° Edizione di Eurovision,uno degli eventi non sportivi con il più alto livello di audience a livello mondiale.Aspettando che il cartellone dei partecipanti si completi definitivamente l’Italia può già contare sul duo Ermal Meta & Fabrizio Moro.Da segnalare la presenza dell’Australia giunta al suo quarto appuntamento consecutivo;dopo aver raggiunto il secondo posto nel 2016 ed il quinto posto nel 2015.Questa volta sarà rappresentata da Jessica Mauboy cantante r&b che ha collaborato con alcune stelle della musica mondiale come Beyonce,Pitbull e Snoop Dog.La vittoria dell’Australia è offerta ad una miglior quota di 67.0 da 888Sport
 

Domenico Modugno - ‘Nel blu dipinto di blu’ (1958)

Impossibile non conoscerla, “Volare” è un autentico classico della canzone italiana dell’indimenticabile Domenico Modugno e fu il primo grande successo della competizione canora avendo altresì avuto l’onore di ricevere anche il primo Grammy come migliore canzone.Nel corso dei suoi 60 anni di storia sono stati tanti gli artisti ad aver “rivisitato” questo evergreen della canzone italiana,senza alcun dubbio la versione dei Gipsy Kings è quella più celebre.Nonostante ciò Domenico Modugno dovette accontentarsi del terzo posto nella 3° edizione di Eurovision,superato da Francia e Svizzera.

 

 


Massiel - ‘La, la, la’ (1968)

La Spagna ha vinto eurovision solo in due occasioni e la prima fu proprio quella del 1968 con “La,La,La” di Massiel che trionfò alla Royal Albert Hall di Londra per un solo punto di vantaggio su “Congratulations” di Cliff Richard,il terzo artista per numero di vendite nella storia del Regno Unito.

 

 


Mocedades - ‘Eres tú’ (1973)

Con il suo “sound” da autentico inno, “Eres tu” ottenne il secondo posto nella edizione del 1973,a quattro punti dal Lussemburgo(ed ancora una volta davanti a Cliff Richard).Anche se non ottenne la vittori ad Eurovision Mocedades trionfò con questa canzone a tal punto da essere ad oggi l’unica canzone di un artista spagnolo e cantata completamente in spagnolo ad essere entrata nella Top 10 delle vendite negli Stati Uniti.Ma non solo, nel 2013 è entrata nella Hall of Fame dei Grammy dell’America Latina oltre ad essere stata inserita nella top 50 da Billboardo come una delle migliori canzoni latinoamericane di tutti i tempi.

 

 

ABBA - ‘Waterloo’ (1974)

 

La meravigliosa carriera degli ABBA iniziò precisamente qui, con l’interpretazione di Waterloo nel festival del 1974.Questo brano segnò un’inizio ed una fine nella storia di Eurovision sia per la sua melodia e soprattutto per lo “stile” del gruppo stesso.Gli ABBA si aggiudicarono questa edizione e “Waterloo” diventò uno dei singoli più venduti della storia.Nel 50° anniversario di Eurovision fu altresì eletta come la miglior canzone nella storia della competizione.

 

 

 

Céline Dion - ‘Ne partez pas sans moi’ (1988)

Si, la canadese Celine Dion non solo ha partecipato ad Eurovision rappresentando la Svizzera,addirittura la vinse all’età di 20 anni (presentandosi sul palco indossando un tutù).Non sappiamo dirvi se la sua “mise” sarà ricordata come uno dei momenti memorabili del festival ma sicuramente l’impatto che la sua voce ebbe sulla musica mondiale fu indiscutibile.La sua performance segnò l’inizio della carriera di una delle cantanti di maggior successo di tutti i tempi,stabilendo record di vendita superiori anche a quelle di mostri sacri della musica come Queen,Rolling Stones,U2 e Frank Sinatra.

 

 

 

Sergio Dalma - ‘Bailar Pegados’ (1991)

‘Bailar Pegados’ è un brano che Sergio Dalma presentò alla perfezione durante l’Eurovision di Roma;nonostante il quarto posto, il cantante spagnolo interprertò alla perfezione questa canzone con una presenza scenica tra le migliori in assoluto.Nel 2008 fu eletta miglior canzone spagnola nella storia di Eurovision.

 

 

 

Lordi - ‘Hard Rock Hallelujah’ (2006)

E’ certo che lo stile “eccentrico” si è impossessato spesso del Festival di Eurovision e l’impatto “mostruoso” dei Lordi in tal senso fu uno dei più significativi di questa competizione.Senza dubbio questa band finlandese è molto più di questo;già nel 2006 quando si aggiudicarono questa edizione di Eurovision, avevano alle spalle già 15 anni di carriera e non pensando per un attimo al loro aspetto sul palco la loro “Hard Rock Hallelujah” è un autentico inno di hard-rock.

 

 

Loreen - ‘Euphoria’ (2012)

Anche ai giorni nostri “Euphoria” continua ad essere l’ultimo grande successo globale proveniente da Eurovision.Loreen, cantante svedese, non solo vinse l’edizione del 2012 ma regalò al pubblico una canzone che fu la protagonista assoluta delle discoteche di tutta Europa.Come se non bastasse anche la sua presenza scenica fu decisamente “ipnotica” dando un tocco in più ad una canzone che fu la protagonista assoluta a livello radiofonico nei mesi successivi.

 

 

Conchita Wurst - ‘Rise Like a Phoenix’ (2014)

Impossibile non ricordare il debutto di Conchita Wurst nell’edizione del 2014.Senza dubbio la drag queen che rappresentò l’Austria nella competizione fu protagonista di una poderosa interpretazione della sua “Rise like a Phoeniz” divenuta da quel momento l’inno della comunità LGBT.La voce di Thomas Neuwirth,nome d’arte Conchita,risuonò con una potenza inarrestabile che la trascinò alla vittoria di Copenaghen per portarla addirittura a cantare dinanzi a Ban-ki-Moon, segretario generale dell’ONU.

 

 

Salvador Sobral - ‘Amar pelos dois’ (2017)

Un uomo solo sul palco,cantanto una ballata intima nella sua lingua, il portoghese.Salvador Sobral ha incantato tutti lo scorso anno con la sua “Amar pelos dois” un brano composto dalla sorella e che Salvator interpretò con estrema delicatezza.Una performance emozionante ed espressiva che lo ha portato ad una soprendente vittoria nell’edizione del 2017.

 

 

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