TOP10, ecco la seconda parte dei gol da favola della Serie A

Ognuno ha i suoi preferiti e allora evitiamo di fare una classifica, ma ricordiamoli e ammiriamoli! Dopo quelli internazionali, spazio ai gol top della Serie A!

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martedì, 31 marzo, alle 04:09
  • Alessandro Del Piero, appena ventenne, lascia il segno con gesto tecnico sublime. Il 4 dicembre 1994, al Delle Alpi la Juventus riceve la Fiorentina. Sotto di due gol (Francesco Baiano e Angelo Carbone), i bianconeri riescono a pareggiare con una doppietta di Gianluca Vialli.  A tre minuti dal termine il capolavoro. Paulo Sousa appoggia di testa ad Alessandro Orlando; lancio millimetrico a scavalcare Marcio Santos e Pinturicchio, invece di stoppare la palla e calciare di sinistro, anticipa la giocata con un tiro al volo di destro, bruciando sul tempo Francesco Toldo. In quella stagione, la Juventus vincerà lo scudetto, dopo 9 anni di digiuno.

  • Nell’11ª giornata di ritorno della stagione 1982-1983 (Serie A a 16 squadre), la Juventus riceve l’Ascoli di Carlo Mazzone, in lotta per la salvezza. Il gol di Michel Platini (al primo anno in Italia) rimarrà nella storia per bellezza, tecnica ed eleganza. Sul 4-0 per la formazione allenata da Giovanni Trapattoni, Giuseppe Furino, collocato nella trequarti d’attacco, serve il francese che, dopo un triangolo con Roberto Bettega, al limite dell’area, di tacco scavalca il diretto avversario, Francesco Scorsa, superando in uscita il malcapitato il portiere marchigiano Fabio Brini. Le Roi sarà il capocannoniere del campionato con 16 gol.

  • Il 3 novembre 1985 Napoli ospita la Juventus in un San Paolo esaurito in ogni ordine di posto. I bagarini vendono un biglietto nel settore popolari a 75mila lire. I bianconeri arrivano alla sfida con 8 vittorie su altrettante gare (e dopo aver battuto il Verona campione d’Italia 5-0). Al 27’ della ripresa Diego Armando Maradona con una punizione di seconda in area, da posizione molto decentrata compie il miracolo. Lo spazio per trovare la direzione verso il palo scoperto non c’è. Non è possibile al pallone imprimere la forza perfetta che trovi equilibrio tra calcio e gravità. Eppure Stefano Tacconi non arriva su quella palla impossibile. Gol e partita.

  • L’esordio sulla panchina rossonera di Oscar Washington Tabarez, nel campionato 1996-97, è bagnato a San Siro con uno dei gol più belli della storia del calcio. E’ l’8 settembre 1996 e mancano due minuti al 90’ di Milan-Verona quando George Weah, recuperato il pallone da un calcio d’angolo sbagliato dagli scaligeri in mezzo alla propria area, s’invola palla al piede percorrendo 90 metri di campo (in 14 secondi), saltando tre avversari e superando al i malcapitato Attilio Gregori con un diagonale. Il liberiano alla fine dell’anno vincerà il Pallone d’Oro.

  • San Siro è ancora luogo di leggenda. E’ 5 ottobre 1997 e si gioca Inter-Roma, quando una respinta di Giorgio Sterchele, su tiro di Maurizio Ganz, mette in moto il difensore giallorosso Fabio Petruzzi che respinge la sfera con un rinvio a campanile sul quale si fionda Youri Djorkaeff (che in seguito divenne campione mondiale ed europeo con la Francia), il quale con un gesto acrobatico senza precedenti (piedi molto più alti della testa) colpisce il pallone mandandolo all’incrocio dei pali dalla parte opposta. Una rete che fece il giro del mondo.

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