
ESCLUSIVA, Beppe Fragapane (BJ Juve): "Lazio come il Leicester! Alla Juventus manca un leader. Sogno un programma tv tutto mio"
Ai microfoni di Oddschecker Beppe Fragapane, tifoso e content creator juventino che a “Social Personality” parla dei suoi progetti, dei suoi sogni e soprattutto della sua squadra del cuore.
OddsChecker - 4 nov 2026, 12:00
14 minTifoso in mezzo ai tifosi: Giuseppe Fragapane, conosciuto sui social come BJ, ovvero Beppe Juve, è un creator siciliano di 44 anni che, parlando di Juventus sul suo canale Youtube, è riuscito gradualmente a creare una community che ad oggi conta complessivamente quasi 70.000 follower. Originario della provincia di Agrigento, Giuseppe si è poi spostato a Torino per motivi lavorativi: il trasferimento gli ha permesso di presenziare all’Allianz Stadium e di vivere e raccontare le emozioni trasmesse dalla sua squadra del cuore. In quest’intervista BJ racconta il suo approdo nel mondo social, ci offre il suo punto di vista sulla particolare situazione in casa Juventus e sulla Serie A e, infine, ci svela le sue ambizioni future.

Ciao Giuseppe, grazie per aver accettato il nostro invito. Ti chiedo, prima di tutto, come nasce l’idea di provare a perseguire la strada dei social network e di trattare argomenti principalmente riguardanti la Juventus. “Tutto nasce da un gruppo whatsapp con gli amici, in cui commentavo giornalmente tutto ciò che succedeva in casa Juve (pre partita, live, post partita, ecc). Per mancanza di tempo, spesso mandavo vocali o brevi video; ne mandavo così tanti che, ad un certo punto, i miei amici mi hanno detto: “Al posto di tartassarci con questi video, perché non apri un canale Youtube?”. Decido di seguire il consiglio e apro questo canale che, nel giro di un anno, esplode letteralmente, con oltre 31.000 iscritti, tante interazioni e visualizzazioni. In quel momento, capisco anche che potevo esportare la mia passione su altre piattaforme, come Instagram. Nasce così il “personaggio” di BJ (Beppe Juve), nome che mi è stato consigliato sempre dagli amici. Con la mia immancabile coppola bianconera o la mia giacca zebrata inizio anche ad essere invitato in diverse trasmissioni televisive e radiofoniche. Mi sono così ritrovato a rappresentare questo tifoso da stadio, che esprime visceralmente le proprie emozioni in mezzo agli altri tifosi”.
Sei, appunto, un grande tifoso bianconero. Nell’ultima di campionato è arrivata la vittoria contro il Napoli, ma quanto servono davvero questi 3 punti, alla luce delle difficoltà che tuttora la Juventus sta incontrando?
“Questi 3 punti serviranno solo se la Juventus farà risultato in Olanda, contro l’AZ Alkmaar, e al Franchi, contro la Fiorentina, nella prossima di campionato. La vittoria contro il Napoli può diventare importante, quasi uno spartiacque, soltanto se adesso arriva un “filotto” di vittorie, altrimenti non servirà a niente. Anche con il successo contro l’Atalanta sembrava che la Juventus fosse rinata, invece è nuovamente caduta nel baratro. Perciò, piedi ben saldi a terra e occhio a queste due insidiose trasferte alle porte”
La Juventus fatica tanto ed è spesso protagonista di prestazioni non all’altezza: quanto credi che molte delle responsabilità siano di Luciano Spalletti e quanto, invece, credi in un mercato sbagliato? “Le colpe, quando una squadra non gira, vanno suddivise. Al mercato darei un 33% di responsabilità: se Spalletti e la squadra sono responsabili di questo rendimento, la società ha sbagliato quei pochi colpi di mercato che aveva intenzione di compiere, come gli investimenti su Kolo Muani, Woltemade, Sarr, giocatori che ad oggi non hanno fatto quel salto di qualità da Juve. Le responsabilità attribuibili a Spalletti riguardano principalmente lo scorso anno: ovviamente, un mercato senza gli introiti derivanti dalla Champions è un mercato limitante. Ma ripeto: le colpe vanno sempre divise tra società, allenatore e giocatori, alcuni dei quali non meritano di indossare questa maglia gloriosa”.
Dal tuo punto di vista, quanto pesano assenze come quelle di Yildiz, Locatelli, Thuram sul rendimento della Juventus? Incidono davvero? “Peso effettivo di queste assenze: 0. Yildiz, Locatelli, Thuram sono gli stessi che lo scorso anno ci hanno fatto arrivare sesti in classifica. Io non capisco perché dobbiamo aggrapparci a questo alibi, che da tifoso juventino trovo ridicolo. Se la Juventus, lo scorso anno, fosse arrivata seconda o terza, allora avrei potuto pensarla diversamente in merito alle assenze, ma non è questo il caso. Io vivo le partite allo stadio, con i tifosi vicino: Locatelli, fino a ieri, era un giocatore fischiato, lo scorso anno Yildiz si è fermato a 10 gol, Thuram è un giocatore molto altalenante, quindi mi sento di dire che, ad oggi, queste assenze contano 0”.
Credi che all’interno dello spogliatoio bianconero le cose non siano così serene, viste le recenti dichiarazioni di Bremer?
“In realtà nessuno spogliatoio è davvero unito, e questo vale per ogni squadra. Lo spogliatoio è fatto di uomini, che hanno pregi, difetti, emozioni, pareri differenti. Ma la bravura di un club è quello di non fare trapelare niente, e ciò avviene solo in presenza di un leader, che riesce a tenere uniti e a gestire i singoli. La Juventus oggi non ha un leader, e quindi i problemi dello spogliatoio escono fuori. Ma non parlo solo di Juventus, anche per esempio dell’Inter, in particolare quella del Triplete: amici nerazzurri sostengono che all’interno dello spogliatoio il clima non era poi così sereno. Ma in quel caso c’era un leader, Josè Mourinho, che è riuscito a tenere tensioni e discussioni all’interno. Alla Juventus manca una figura del genere: Spalletti oggi non è un leader, anche perché alcuni giocatori sono contro di lui, e non ha la forza e il potere di gestire questa squadra. Da qui, uno spogliatoio bianconero diviso e senza leader”.
Qual è, secondo te, il reale problema di questa Juventus, dovessi condensare la risposta in un unico grande motivo?
“Alla Juventus manca un presidente, un presidente con la juventinità nel sangue. Manca qualcuno che rappresenti la Juve all’interno e fuori dal campo, uno che sa farsi “temere” dai giocatori e capace di trasmettere un certo carisma, come avveniva nel caso di Agnelli, Boniperti ecc. Oggi c'è Ferrero ma, con tutto il rispetto, chi può avere soggezione di un buon uomo come Ferrero? Con un presidente dal dna bianconero, automaticamente si ritroverebbe un leader, si rinnoverebbe la passione e la voglia di lottare per vincere”.
È più probabile che la Juventus vinca l’Europa League, rientrando quindi automaticamente tra le partecipanti della prossima CL, oppure che occupi uno dei primi quattro posti in Serie A?
“In campionato la Juventus non può arrivare tra le prime quattro, perché ha davanti a sè 4 o 5 compagini più forti di lei. L’obiettivo reale è l’Europa League: con Milan, Benfica, Bayer Leverkusen la Juve può giocarsela”.
Dovesse la Juve non giocare nuovamente la Champions League, cosa succederebbe?
“Uno scenario catastrofico a livello sportivo. Un grave danno economico e d'immagine per i prossimi anni. La Juventus deve cercare un modo per arrivare in Champions, e la via più corta, anche se molto tortuosa, è la vittoria dell’Europa League”.
Dovessi farmi il nome di due giocatori di questa Serie A che porteresti alla Juventus senza alcun dubbio, se fossi tu il ds?
“Mi piace tanto Nico Paz. Tempo fa avrei detto Carnesecchi, ma oggi mi tengo volentieri Vicario. Trovo forte anche Raimondo. Varela? Buon giocatore, ma lo vedo una ‘promessa’: oggi la Juventus deve puntare su giocatori già pronti e affermati. E poi ha bisogno di un attaccante feroce, come può essere Malen nella Roma. Quindi, per rispondere, alla Juve porterei di corsa Nico Paz e Malen”.
Lotta scudetto: chi credi che, alla fine, possa arrivare prima quest’anno? L’Inter è ritenuta la squadra da battere, ma sta mostrando delle fragilità soprattutto in fase difensiva, la Roma è solida e ha qualità ma giocherà anche in Champions, mentre la Lazio, senza impegni europei, sta stupefacendo tutti con un percorso finora impeccabile con Gattuso.
“Vedo una lotta scudetto tutta capitolina, l’Inter ne rimarrà fuori finendo al terzo posto. La Lazio avrà la meglio su tutte, sarà il Leicester di Ranieri. Tutti credono che la squadra di Gattuso si fermi, ad un certo punto, e invece arriverà in fondo, anche aiutata dall’assenza di impegni europei. Senza la Champions, la Roma di Gasperini (lui sì che è un leader!) si sarebbe giocato il primo posto fino alla fine. La Lazio ha talmente poche pressioni che, quest’anno, sorprenderà tutti!”.
Quali sono i tuoi progetti a breve e lungo termine? Cosa ti piacerebbe molto realizzare, in un futuro non troppo lontano?
“Attualmente voglio affermarmi sui social e farne il mio lavoro effettivo. Voglio lavorare sodo, imparare tanto e tanto altro ancora, per arrivare, un domani, ad avere un programma tv tutto mio, magari con la presenza di un team di giornalisti che possano dare un plus alla trasmissione. Nel mondo della comunicazione bisogna aggiornarsi sempre e guardare chi è al di sopra di te per imparare, attingere ed eventualmente avviare collaborazioni”.
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