Quote NCAA

Basket NCAA

Ogni anno, il basket NCAA risveglia l’interesse degli appassionati della palla a spicchi di tutto il mondo. La massima espressione della pallacanestro mondiale è rappresentata senza alcun dubbio dalla NBA, la lega professionistica americana seguita in tutto il mondo che attrae tutti i più grandi talenti del basket da ogni parte del pianeta, ma il basket americano non prevede un sistema di squadre giovanili come gli sport europei. Di conseguenza, le varie franchigie ogni anno pescano i propri giocatori dal mondo dello sport universitario, che diventa così la vetrina dei più puri talenti del domani.

I college e le università americane aderiscono alla National Collegiate Athletic Association, un’organizzazione senza fini di lucro che si occupa di gestire le attività sportive dei 1268 istituti associati, tra Stati Uniti e Canada. Le università maggiori, quelle che vengono raccolte in Division I e Division II, hanno la possibilità di offrire delle borse di studio agli studenti per meriti sportivi.

I college più importanti sono raggruppati nella Division I: si tratta di più di 300 squadre, raggruppate in 32 Conference con un numero di squadre che può variare tra 8 e 16. Queste Conference sono leghe indipendenti nate in seguito ad accordi e contratti stipulati tra le varie università.

Per quanto si tratti di sport universitario e gli atleti non siano professionisti, in quanto dilettanti ricevono solo una borsa di studio per la frequenza del college, il giro d’affari che circonda il basket NCAA è enorme. Il fatturato del’NCAA si aggira infatti attorno al miliardo di dollari l’anno, e più dell’80% proviene proprio dai proventi del campionato di basket NCAA Division I.

Per gli atleti rappresenta il trampolino di lancio per un futuro nell’NBA, e la volontà di mettersi in mostra da parte dei prospetti più talentuosi è sempre garanzia di spettacolo. Spettacolo garantito anche dal tifo sugli spalti, decisamente più caloroso di quello composto che si vede normalmente in NBA.

Il basket è imprevedibile, e anche per i giocatori più esperti immaginare come finiranno le partite non è affatto semplice. Per questo motivo, è utile affidarsi a uno tra i bonus scommesse senza deposito messi a disposizione dai bookmaker. Avrai un credito da utilizzare nelle prime giocate, per puntare sulla tua squadra o sul tuo giocatore preferito con la certezza di non perdere i tuoi soldi in caso di sconfitta. Grazie a OddsChecker, puoi comparare i migliori bonus scommesse senza deposito e scegliere come effettuare la tua giocata.

Come scommettere sulla NCAA

La formula della March Madness rende davvero difficile da pronosticare il basket NCAA. Negli Stati Uniti stilare un pronostico preciso per tutte e 67 le partite del Bracket è un rito che coinvolge milioni di americani, anche sotto forma di concorsi a premi da parte delle principali emittenti televisive. Per quanto riguarda la possibilità di scommettere, normalmente dall’Europa è possibile scommettere sui vincitori dei singoli incontri e sull’esito finale antepost. Per la sua struttura con torneo ad eliminazione diretta a gara unica, le sorprese sono all’ordine del giorno (di qui il termine Madness, “Follia”).

In gergo, un’università minore che supera i primi due turni e approda alle Sweet Sixteen riceve l’appellativo di Cinderella, ovvero la Cenerentola della March Madness. I cosiddetti upset, ovvero gli scontri in cui le squadre più titolate e date per favorite sono sconfitte da avversari sulla carta più deboli, sono molto frequenti, anche per i ritmi serratissimi del torneo, che si gioca tutto nell’arco di un paio di settimane. Inoltre esistono molti meno dati statistici riguardo ai giocatori e alle squadre di college, e questo è sottolineato dalle quote, che sono molto più variabili in NCAA rispetto a quelle della NBA.

Il campionato di Basket NCAA

Regular Season e il torneo Conference

Il campionato di basket universitario è particolarmente intenso e appassionante. È diviso in due fasi distinte, la regular season e la post season. Nella stagione regolare, che inizia a novembre, vi è prima una fase di partite organizzate indipendentemente da ogni squadra all’interno della propria Conference, scegliendosi gli avversari e organizzando il proprio calendario.

Dall’inizio di gennaio fino ai primi di marzo, poi si gioca la fase di Conference Schedule, ovvero un calendario più strutturato in cui tutte le squadre della stessa Conference si affrontano tra loro almeno una volta. La post season quindi consiste in un torneo di Conference ad eliminazione diretta, giocato normalmente entro la metà di marzo, che incorona un campione per ognuna delle 32 Conference. Questi 32 campioni sono quindi affiancati da altre 36 squadre, invitate dal Selection Committee, sulla base di vari altri parametri indipendenti dal piazzamento raggiunto nella regular season.

La March Madness della NCAA

A questo punto ha inizio la cosiddetta March Madness, la Follia di Marzo, ovvero la parte più appassionante della stagione NCAA. Il Selection Committee appronta il Bracket, un tabellone tennistico in cui tutte le partecipanti si affrontano in sfide ad eliminazione diretta su gara unica.

Il tabellone presenta inizialmente 4 gare preliminari, le First Four, in cui si affrontano le ultime 8 squadre scelte dal Selection Committee. Quindi ci sono successivi 6 turni, dove le squadre vengono inizialmente raggruppate in 4 Regional composti da 16 università, su base territoriale (East, South, West e Midwest). Il tabellone è strutturato secondo una formula che prevede teste di serie, per cui la squadra numero 1 affronta la numero 16 del proprio Regional, la numero 2 la numero 15 e così via.

Chi passa il primo e il secondo turno entra nei cosiddetti Sweet Sixteen, ovvero gli ottavi di finale, a cui seguono gli Elite Eight, i quarti. Nel fine settimana conclusivo si svolgono le Final Four tra le squadre che sono riuscite a superare tutti i turni del proprio Regional. La squadra vincente, da tradizione, oltre al trofeo porta a casa anche la rete del canestro, tagliata direttamente dal coach, seguendo la tradizione iniziata da Everett Case, storico allenatore della North Carolina State University.

Le regole del basket NCAA

Il basket universitario presenta alcune differenze regolamentari rispetto al basket NBA, che lo rendono un po’ più simile alla pallacanestro europea. Il tempo per andare a canestro, anzitutto, è di 30 secondi, invece che di 24 come in NBA e area FIBA, e la linea dei tre punti è distante 6,75 metri dal canestro, mentre nella lega professionistica si trova a 7,25 metri.

Ogni partita poi si compone di 2 tempi da 20 minuti, ed ogni squadra ha a disposizione 4 timeout in tutto. In NBA invece si hanno a disposizione 3 timeout per ognuno dei 4 quarti da 12 minuti in cui si suddivide il match. Infine, l’espulsione per un giocatore in NCAA arriva dopo 5 falli, mentre in NBA dopo 6.

La NCAA oggi e i Record

A oggi, il torneo di basket NCAA è uno degli eventi sportivi più importanti degli Stati Uniti, e c’è un dibattito aperto tra l’opportunità di considerare i giocatori universitari professionisti o meno, visto il giro d’affari che si muove attorno a loro e all’impegno che viene richiesto agli atleti.

Il record di vittorie di titoli NCAA appartiene agli UCLA Bruins, che hanno conquistato la vittoria in 11 occasioni, in particolare tra la metà degli anni ‘60 e la metà degli anni ‘70, decennio in cui ha militato tra le loro fila anche Kareem Abdul-Jabbar. A seguire, troviamo i Kentucky Wildcats con 8 titoli e i Tar Heels del North Carolina con 6.

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